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Territorio Agricoltura

AGRICOLTURA

L'agricoltura nel Parco

Il comparto agricolo nel Parco della Cavallera risponde ad una serie di funzioni primarie e derivate di notevole importanza.Innanzitutto in questi ultimi anni si è innescata una tendenza ad una produzione tipica di prodotti di qualità, ottemperando così alle funzioni di presidio del territorio e di mantenimento del paesaggio tipico della Brianza ed dell’alta pianura.Per quanto non possano essere considerate come un settore produttivo, i vecchi nuclei rurali sparsi nella campagna rivestono comunque un’importanza strategica per l'immagine di bellezza e tradizione della zona.Il sistema agricolo del Parco, come del resto nell’intero ambito geografico brianzolo è in oggettiva difficoltà, e le imprese agricole, penalizzate rispetto ad altre aree regionali a causa di un’agricoltura non irrigua e da un problematico ricambio generazionale, rischiano di non essere in grado di assumere i nuovi ruoli multifunzionali (ambientali, turistici, culturali) che la società vorrebbe affidare loro.La situazione descritta rende testimonianza della natura urbanizzata dell’area e della forte competizione nell’uso del suolo da parte degli altri settori e, quindi, della continua sottrazione di suoli agricoli.La ricerca di un modello di agricoltura per la fascia urbana fa riferimento all'idea che la periurbanità possa essere una condizione stabile e permanente del territorio, e non solo in una fase di transizione da rurale a urbana, e come tale abbia bisogno di progettualità specifica che si riconduce a:
  • produzione per i bisogni reali della città e delle comunità locali perseguendo la rinnovata idea di sicurezza alimentare;
  • protezione e recupero della biodiversità coltivata attraverso la formazione la creazione di spazi di scambio a livello di comunità rurali locali, la trasmissione culturale tra le generazioni
  • riattivazione dei circuiti brevi di distribuzione (mercati agricoli, panieri biologici…) tra consumatore e produttori o di network di consumo e vendita alternativi alla GDO.
Il sistema di consumo qualificato rappresenta un opportunità per innescare processi di cura virtuosa del territorio ad esempio i temi e le pratiche del consumo consapevole sono ben rappresentate nel territorio locale, che vede una presenza dei GAS radicata, capillare e vitale.Ove possibile, i GAS dei singoli Comuni rappresentano anche il riferimento per i produttori locali (rispondenti ai criteri di acquisto tipici dei GAS), come è il caso della patata coltivata nei terreni del Parco.Questa nuove motivazioni ecologiche, diventando parte di uno stile di vita, contribuiscono a rendere più efficace un cambiamento di pensiero circa il valore dei beni materiali e delle relative scelte di consumo: al consumatore non importa solo il bene in quanto tale, ma diviene determinante anche  la qualità, il metodo di produzione e la provenienza. Esiste una sempre maggiore fascia di popolazione che desidera maggiori informazioni sull’impegno ambientale delle imprese, sui marchi di qualità ecologici; desidera conoscere direttamente il produttore di beni agricoli e la sua azienda, vuole in un certo senso riscoprire sapori e tradizioni del passato, accorciando i passaggi di filiera e, se possibile, risparmiare sui costi di acquisto. Anche le istituzioni e alcuni soggetti economici hanno compreso questa inversione di tendenza.


Principali progetti che il Parco intende promuovere e sostenere:

Sostegno e valorizzazione della coltivazione della patata bianca di Oreno

Motivazione, obiettivi ed effetti attesi

Scopo del progetto è la valorizzazione della patata bianca di Oreno, coltivata fin dal passato in una fascia coincidente con l’areale del Parco Locale di Interesse Comunale della Cavallera, a cavallo tra i comuni di Arcore, Concorezzo, Vimercate, Villasanta.Uno degli sviluppi necessari a questa fase propedeutica di affinamento dell’agrotecnica colturale sarà proprio quella di indagare le peculiarità pedologiche al fine di individuare una zona di produzione ben precisa entro la quale poter identificare un denominazione di provenienza e di origine, anche mediante apposito marchio.L’obbiettivo primario è quello di  riportare la tradizionale coltivazione a livelli “ottimali” dal punto di vista qualitativo e in misura sufficiente per sostenere le aspettative dei consumatori locali ed a soddisfare un bacino di acquirenti via via sempre più ampio.

 

Azioni previste

Avvio di campi dimostrativi con diversi modelli colturali: convenzionale, integrato e biologico e con diverse varietà italiane a confronto con quelle comunemente usate dai produttori.

  • Coinvolgimento dei soggetti locali (produttori, consumatori, associazioni, cittadinanza…) ed illustrazione del progetto in essere
  • Assistenza tecnica durante il ciclo colturale
  • Visite ai campi oggetto di prova
  • Verifica e controllo dei campi fino alla raccolta
  • Attività di promozione e commercializzazione
  • Marketing e marchiatura
  • Partecipazione a sagre, manifestazioni e fiere

Con il mese di novembre 2010 si è conclusa la fase progettuale sostenuta dalla Provincia di Monza e Brianza grazie ai fondi del bando provinciale "PER IL SOSTEGNO DELLE MIGLIORI PRATICHE PER SVILUPPARE L’AGRICOLTURA IN BRIANZA" a cui il Parco ha partecipato.

Ecco i risultati con una parte dei documenti prodotti e delle azioni eseguite:

Relazione finale

Allegati:

1.       Cenni storici e bibliografici Patata Bianca di Como

2.       Locandina primo incontro tecnico

3.       Locandina secondo incontro tecnico

4.       Locandina terzo incontro tecnico

5.       Invito alla presentazione dei risultati del Progetto

6.       Evento divulgativo in occasione della Sagra della Patata di Oreno

7.       Pieghevole “Come si coltiva la Patata Bianca di Oreno nel Parco della Cavallera” fronte

8.       Pieghevole “Come si coltiva la Patata Bianca di Oreno nel Parco della Cavallera” retro

9.       Repertorio fotografico

10.   Convenzione con Consorzio Agricola Brianza

11.   Convenzione con Associazione Agricoltori Val san Martino

 

Progetto di recupero, salvaguardia e sperimentazione della viticoltura brianzola

Motivazione, obiettivi ed effetti attesi

L’alta pianura milanese, con i suoi pedopaesaggi costituiti da terrazzi e pianure alluvionali, conserva testimonianze scritte autorevoli che manifestano nel passato una chiara vocazione viticola, esprimendo la loro massima potenzialità in corpo, struttura e colore della vite a bacca rossa.Intorno alla metà dell’Ottocento sull’agricoltura di vari paesi europei si abbattono veri e propri flagelli, rappresentati dalla peronospora della patata, dall’oidio, dalla fillossera e, più tardi, anche dalla peronospora della vite, che si aggiunsero al persistente problema delle ruggini del frumento.Dei vitigni coltivati fino al secolo scorso, prima della ricostruzione dopo il flagello della fillossera, menzionati in citazioni storiche, sono rimaste sporadiche tracce di varietà a bacca rossa, costituite da ceppi singoli in prossimità di qualche cascinotto sparso nei campi.Nei programmi progettuali, i vigneti dovranno rappresentare un elemento qualificante della realtà produttiva e dell'identità dell’intero territorio anche a livello di immagine. Impianti all'avanguardia sotto il profilo tecnico, nati per ricavare una produzione di elevata qualità, nel massimo rispetto per l'ambiente ed in un contesto gradevole anche sotto il profilo estetico.In ultimo, ma non meno importante, si prevede che dal progetto sperimentale emergano delle opportunità di riconversione occupazionale in un’area fortemente antropizzata che sta però assistendo in questi ultimi anni a fenomeni di de-industrializzazione, con gravi ripercussioni sul settore occupazionale locale.In vista delle future liberalizzazioni e modifiche delle OCM comunitarie in materiale vitivinicola, si può ipotizzare che vigneti ed attività connesse di trasformazione, degustazione somministrazione e vendita possano fungere da volano economico per la realtà agricola locale, salvaguardando così terreni altrimenti destinati a ipotetiche trasformazioni urbanistiche a scapito proprio del comparto agricolo.

 

Azioni previste
  • Indagine storica, con ricerca bibliografica, documentale e di campagna alla ricerca di informazioni locali
  • Riproduzione del materiale vegetale individuato
  • Lavorazioni e preparazioni dei terreni per gli impianti
  • Gestione agronomica ordinaria nel triennio
  • Monitoraggio, assistenza tecnica, rilievi e campionamenti durante la fase sperimentale
  • Prove di microvinificazione
  • Direzione, coordinamento e tenuta della contabilità amministrativa della sperimentazione

 

 

Vendita diretta, mercati contadini e spesa in fattoria.

Motivazione, obiettivi ed effetti attesi

I mercati contadini presentano molteplici benefici per i consumatori e recuperano antiche tradizioni. Al mercato contadino sono posti in vendita i prodotti delle campagne, freschi e trasformati, sempre di produzione aziendale e stagionali. Sono prodotti sicuri perché garantiti dagli stessi agricoltori e rappresentano il futuro di una sana alimentazione.

Una delle iniziative auspicabili è la definizione di una sorta di codice o carta di regolamentazione in cui sia presenti concetti quali:
                       

    1. I produttori dei prodotti di fattoria sono gli agricoltori locali;

    2. Gli agricoltori sono produttori e trasformatori delle loro produzioni e si occupano direttamente della vendita dei loro prodotti e dei loro servizi di qualità;

    3. I prodotti freschi e/o conservati sono ottenuti prevalentemente da materie prime prodotte in azienda;

    4. I prodotti di fattoria non sono realizzati a livello industriale ma su scala limitata e questo garantisce la possibilità di seguire e controllare direttamente ogni fase del processo di coltivazione o di trasformazione;

    5. I produttori si occupano direttamente della produzione, della trasformazione e della vendita dei loro prodotti e si impegnano a:

    5.1 Garantire un'accoglienza personalizzata e calorosa dei propri ospiti;

    5.2 Facilitare l'accesso in fattoria con segnaletiche efficaci;

    5.3 Adottare e ad applicare il piano di autocontrollo igienico sanitario, predisposto ai sensi del decreto legislativo 155/99;

    5.4 Sviluppare la qualità delle proprie produzioni;

    6. I produttori lavorano per un'agricoltura sostenibile e solidale, rispettosa dell'ambiente ed attenta al benessere animale, e si impegnano a costruire una campagna viva ed accogliente.

 

Azioni previste

Consulenze, attrezzature, strutture e campagne promozionali

 

Sede Parco: c/o Comune di Vimercate
Piazza Unità d'Italia,1 | 20059 Vimercate (MB) | Tel 039-66.59.1 | Fax 039-608.40.44  |  info@parcodellacavallera.it